Massimo Urbani (1957 – 1993)

IL MAESTRO DELLE SORPRESE

Massimo Urbani è stato uno dei più brillanti sassofonisti italiani, capace di meravigliare sera dopo sera il pubblico degli appassionati con la voce ineguagliabile del suo strumento.

Quando, il 24 giugno 1993,Massimo Urbani muore tragicamente a Roma, il mondo del jazz italiano ne resta profondamente sconvolto. Tutti i colleghi del sassofonista si rendono conto che la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile. Sanno che la voce del suo strumento è unica e insostituibile, appassionata e travolgente. Sentono che avranno nostalgia del suo incontenibile talento e della sua capacità di rinnovarsi ogni sera pur eseguendo sempre lo stesso repertorio. Urbani era infatti un maestro della sorpresa: grazie a doti non comuni di improvvisatore e a un istinto musicale infallibile si confrontava con gli standard in modo assolutamente personale, seguendo in questo le orme dei più grandi jazzisti del passato e in primo luogo del suo eroe per eccellenza, Charlie Parker.

UN BLUES PER CHARLIE PARKER

Le analogie tra le vicende umane di Parker e Urbani sono d’altra parte impressionanti. Bird scompare a trentacinque anni, il sassofonista italiano a trentasei. Entrambi pagano il prezzo di un’esistenza fatta di eccessi e sregolatezze. Entrambi giungono fino al punto di autoemarginarsi, trovando nella musica e nel sassofono gli unici stimoli per andare avanti. Il fotomontaggio che compare sulla copertina dell’ultimo CD di Urbani, The Blessing, inciso per La Red Records nel febbraio 1993, dimostra d’altra parte quanto sentito e intenso fosse il rapporto del giovane musicista con il suo idolo americano. Vi compaiono due foto: una grande di Charlie Parker e una più piccola di Urbani colto nell’atto di suonare per lui. Nella raccolta è compreso anche un brano esplicitamente dedicato al maestro di Kansas City, intitolato Blues for Bird. Urbani ne fa una struggente dichiarazione d’affetto, sottolineando in questo modo la profondità di un legame che va ben oltre la mera discendenza artistica.

DALLA PERIFERIA ALLA RIBALTA

Nato a Roma l’8 maggio 1957 nel quartiere di Primavalle, Massimo Urbani inizia a studiare il clarinetto a undici anni. A quattordici, passato al sassofono, viene scoperto da Mario Schiano e Marcello Melis, che lo ascoltano esibirsi in un piccolo locale di periferia. Poco dopo debutta in uno dei club più attivi della capitale nell’ambito della canzone d’autore e di protesta, il Folkstudio, dove ogni anno lo stesso Schiano organizza un festival jazz. Urbani si impone con il suo solismo ancora acerbo ma straordinariamente vivo e irruento, che si collega all’energia più magmatica del free jazz, e ha modo di brillare al fianco di artisti già affermati quali Bruno Tommaso, Franco D’Andrea, Marcello Rosa e Gianni Basso. Sempre con Schiano, nel gennaio 1973 entra per la prima volta in sala d’incisione per partecipare al disco Sud. Con lui vi sono altri due giovani sassofonisti, Maurizio Giammarco e Tommaso Vittorini, anche loro destinati a dominare le scene del jazz romano.

L’INCONTRO CON GASLINI

In questi primi anni Settanta il jazz comincia finalmente ad affermarsi nel panorama delle forme musicali preferite dai giovani italiani. Il messaggio sociale forte e l’origine in un mondo subalterno da riscattare con la lotta di quello dei neri americani lo rendono ancora più interessante agli occhi di una generazione che ha scoperto il valore della protesta e che si è appassionata alle istanze libertarie del rock. Il jazz allarga insomma il suo bacino d’utenza: non a caso, nascono in questo periodo festival importanti come Umbria Jazz, che viene inaugurato nel 1973. Contemporaneamente questa forma musicale approda anche nei conservatori, dove inizia a essere studiata e insegnata. Un corso particolarmente importante è quello tenuto dal compositore e pianista Giorgio Gaslini presso il conservatorio romano di Santa Cecilia. Urbani lo segue come uditore e partecipa anche alla realizzazione di alcune puntate della trasmissione televisiva Jazz al conservatorio. Gaslini si rende conto del talento straordinario dell’allievo e lo invita a partecipare al suo quartetto, con cui dà un concerto di enorme successo al festival di Bergamo del 1973. Nello stesso anno Urbani affianca Gaslini anche nella realizzazione di due dischi, Message e Favola Pop, entrambi permeati di quello spirito libertario che caratterizza l’epoca. Nel caso di Message, Urbani ha al suo fianco per la prima volta il trombettista Enrico Rava, al quale si lega con un’intensa istantanea fatta di musica e amicizia. Anche Rava lo vuole nel suo gruppo, un quartetto nel quale figurano il contrabbassista Calvin Hill e il batterista Nestor Astarita. Urbani incide prima insieme a Rava; poi, con l’accompagnamento della sola sezione ritmica, realizza il suo primo album da solista: le due sedute vengono pubblicate rispettivament come i volumi 14 e 13 della serie “Jazz a confronto” per l’etichetta romana Horo, diretta da Aldo Sinesio e molto attiva in quegli anni. In entrambi i dischi Urbani suona esclusivamente il sassofono contralto, lo strumento del suo beniamino Charlie Parker: da quel momento smetterà di alternarlo al soprano e a[ tenore. Tanto nell’incisione con Rava che in quella del trio si ascolta un solista ormai maturo, un improvvisatore capace, a soli diciassette anni, di lanciarsi in cavalcate a briglia sciolta con sorprendente autorevotezza.

UNA NOTTE AL CENTRAL PARK

Nell’estate del 1974 Urbani partecipa alla seconda edizione di Umbria Jazz. Tra il pubblico che lo ascolta suonare al bar St. Andrews di Perugia c’è anche il grande sassofonista americano Sonny Stitt, che altermine della sua esibizione si complimenta lungamente con lui. In questo periodo cominciano a manifestarsi i primi sintomi di quel disagio esistenziale che lo avrebbe lentamente condotto all’autodistruzione. In novembre non si presenta al festiva del jazz di Bologna, dov’è atteso con il suo trio. Diventa inaffidabile e irascibile. Se n’era già accorto anche Rava, che poco tempo prima lo aveva invitato a suonare con lui negli Stati Uniti. Un giorno, Massimo che era ospite in casa sua, aveva danneggiato involontariamente un prezioso registratore che era stato prestato a Rava da un amico e subito dopo era sparito. “Quando si rifece vivo”, avrebbe in seguito raccontato il trombettista, sembrava un barbone, gli abiti a pezzi, una tosse tremenda, la febbre alta, dolori dappertutto. Aveva dormito due notti al gelo su una panchina al Central Park. Questo era Massimo a diciassette anni, e non sarebbe mai cambiato.” Rava avrebbe tuttavia ricordato con orgoglio gli esiti musicali di quel viaggio newyorkese di Urbani, che aveva folgorato con il suo talento i migliori sassofonisti dell’epoca, da David Schnitter a Bob Mover.

IL LABORATORIO DELLA QUERCIA

Mentre suona con il quartetto di Rava, nel quale resterà fino al 1978, Urbani collabora anche con altre formazioni di rilievo del panorama nazionale, dal gruppo rock d’avanguardia degli Area e dall’ensemble musicale sarda dei Cadmo, nel quale milita anche il pianista e fisarmonicista Antonello Salis. In questo periodo il jazz italiano si orienta verso schemi più liberi. Sempre più contro corrente, Urbani comincia invece a tendere verso un modello sonoro tradizionale. Il suo malessere esistenziale intanto si acuisce. Spesso diserta impegni importanti, come quando nel 1978, a Roma, non si presenta alla seconda giornata di lavoro del Laboratorio della Quercia, che si tiene nei pressi della Quercia delTasso sul Gianicolo. Si tratta di un progetto che prevede l’incontro tra musicisti di differenti nazionalità. Vi partecipano anche il sassofonista Steve Lacy, il trombonista Roswell Rudd, il trombettista Kenny Wheeler, il percussionista Paul Lytton e il sassofonista Evan Parker, che hanno l’obiettivo di improvvisare tutti i nsieme utilizzando un linguaggio libero dalle convenzioni del jazz. Ciò è in contrasto con gli orientamenti di Urbani, che rispetta la tradizione.

I JAZZ CLUB DI ROMA

Permeata di swing e passione, la musica di Urbani nasce a notte fonda nei club fumosi della capitale. I locali dove suona più volentieri sono gli stessi nei quali si reca da spettatore ad ascoltare i jazzisti americani. A Roma ascolta con interesse Johnny Griffin, Dexter Gordon, Lee Konitz e Sonny Stitt, che vi si esibiscono di frequente. Tra i club cittadini il più celebre è il Music Inn di largo dei Fiorentini, diretto dall’esperto batterista Pepito Pignatelli. Sulla scorta del successo di questo locale nascono poi il St. Louis in via del Cardello, il Murales a Trastevere e il Mississipi Jazz Club nella zona di Prati. Con l’ausilio di una sezione ritmica, talvolta messa insieme all’ultimo momento, Massimo Urbani vi si lancia in assoli vorticosi, rivitalizzando ballate struggenti e coinvolgendo il pubblico in un viaggio nel mondo delle emozioni. Gli capita anche di essere coinvolto in jam session impreviste e tanti appassionati ricordano ancora con piacere i suoi incontri con Chet Baker, Art Farmer, Lester Bowie e Red Rodney. Purtroppo nessuna di queste serate viene incisa, anche se forse ne resta traccia in alcune registrazioni amatoriali custodite negli archivi dei suoi ammiratori più fedeli.

OMAGGIO AI MAESTRI

Nel 1979 Urbani torna come leader in studio di registrazione. A Milano, per l’etichetta Red Records, incide il disco 360° Aeutopìa. Lo accompagnano tre prestigiosi solisti americani, il pianista Ron Burton, il contrabbassista Cameron Brown, il batterista Beaver Harris, che forniscono una splendida base ritmica alle evoluzioni del suo sassofono,in un disco di impostazione stilistica tradizionale come saranno anche quelli successivi, molti dei quali realizzati con Enrico Pieranunzi. L’anno seguente il sassofonista registra Dedication to A.A. & J. C.-Max’s Mood. L’album, che viene accolto con grande favore dalla critica specializzata, è un evidente omaggio ai suoi principali modelli, Albert Ayler, John Coltrane e Charlie Parker. Al loro fianco, a sorpresa, Urbani collocherà in un’intervista anche Jimi Hendrix, del quale amava l’energia selvaggia e il legame strettissimo che lo univa alla sua chitarra. Urbani diffonde intanto la sua musica in tutte le città dove suona e stabilisce forti intese professionali con altri giovani solisti, in particolare con il contrabbassista Giovanni Tommaso, che affianca nella realizzazione di Via GT (Red Records, 1986), e con il pianista fiorentino Luca Flores, insieme al quale registra fra l’altro il bel disco Easy to Love (Red Records, 1987). Con iI pianista americano Mike Melillo incide invece Duet Improvisation for Yardbird, un altro album dedicato a Parker che viene pubblicato dalla Philology di Paolo Piangiarelli. Questo produttore è stato uno degli amici più sinceri del sassofonista romano: al suo lavoro, e a quello di Sergio Veschi della Red Records, si devono le opere migliori da lui realizzate.

Un fedele ritratto per immagini del musicista è quello tracciato dal regista Paolo Colangeli nel documentario Massimo Urbani nella fabbrica abbandonata. Le prime sequenze ci mostrano il sassofonista mentre suona da solo in un vecchio capannone industriale, come a sottolineare la forte individualità che caratterizza la sua concezione della musica. Poi è lui stesso a raccontarsi, a parlare della sua vita, delle sue scelte e del suo rapporto tormentato con le droghe. Le scene successive si svologono di notte, su un’automobile che percorre le strade di Roma. Massimo suona il suo strumento e risponde alle domande dell’intervistatore. La città che scorre attraverso i vetri dei finestrini appare cupa, difficile, poco ospitale e soltanto a tratti Urbani ritrova il sorriso, quel lampo nello sguardo, quella gioia e quell’energia che si riverberano nella sua musica.

(tratta da Musica Jazz Ottobre 1995)
a cura di Luciano Viotto

Sono qui raccolte per la prima volta tutte le registrazioni dei compianto altosassofonista pubblicate a tutt’oggi, compresi gli inediti dei Cd Philology.

MARIO SCHIANO: “Sud” (Cd Splasc(h) Records CD H 501-2)
Maurizio Giammarco (sop.), Mario Schiano, Massimo Urbani (alto), Tommaso Vittorini (ten.), Toni Formichella (bar.), Bruno Tommaso (cb.), Mandrake (Ivanir Do Nascimento) (tumbadora), Afonso Alcantara Vieira (batt.). Roma, 8-1-73.
Sa Bruscia.
Come sopra, Mario Schiano (alto, fl.). Roma, 8-1-73.
Supramonte.
Massimo Bartoletti, Roberto Antinolfi, Gaetano Delfini (tr.), Guido Anelli, Ruggero Pastore (trne.), Mario Schiano, Massimo Urbani (alto), Eugenio Colombo (alto, fl.), Tommaso Vittorini (ten., fl., clb., arr., dir.), Maurizio Giammarco (ten., fl.), Toni Formichella (bar.), Bruno Tommaso, Roberto Della Grotta (cb.), Mandrake (tumbadora), Afonso Vieira (batt.). Roma, 17-1-73.
Sud (To Renzo Margonari).
Nota: in altri brani Urbani non è presente.

GIORGIO GASLINI: “Message” (Lp Basf X 23312)
Formazione 1: Enrico Rava (tr.), Paul Rutherford (trne.), Massimo Urbani (alto), Gianni Bedori (ten., fl. basso), Giorgio Gaslini (p., dir.), Bruno Tommaso (cb.), Filippo Monico (batt.). Formazione 2: Guido Mazzon (tr.), Danilo Terenzi (trne.), Vincenzo Caroli (fl.), Maurizio Giammarco (sop.), Tommaso Vittorini (ten.), Patrizia Scascitelli (p.), Roberto Della Grotta (cb.), Franco Tonani (batt.), Nicola Raffone (perc.). Milano, 10-3-73.
Message.

GIORGIO GASLINI: “Favola Pop” (Lp Produttori Associati PA/LP 48)
Gaetano Delfini (tr.), Danilo Terenzi (trne.), Marianne Eckstein (fl. dolce), Massimo Urbani (alto, sop.), Eugenio Colombo (alto, fl.), Maurizio Giammarco (ten., sop.), Patrizia Scascitelli (p.), Roberto Della Grotta, Bruno Tommaso (cb.), Nicola Raffone, Bruno Biriaco (batt.), Guido Mozzato (viol.) e altri archi, Joan Logue (voc.), Simona Caucia (recitante), Giorgio Gaslini (recitante, dir.). Roma, 25 e 26-6-1973.
Reportage da l’Isola di Utopia.

GIANCARLO SCHIAFFINI: “Jazz a Confronto n. 5″ (Lp Horo HLL 101-5)
Giancarlo Schiaffini (trne.), Maurizio Giammarco (sop.), Massimo Urbani (alto), Martin Joseph (p.), Bruno Tommaso (cb.), Michele Iannaccone (batt.). Roma, giugno 1973.
Ouverture / Chiaroscuro / Suoni a confronto.
Giancarlo Schiaffini (trne.), Massimo Urbani (sop.), Maurizio Giammarco (ten.), Martin Joseph (p.), Bruno Tommaso (cb.), Michele Iannaccone (batt.). Roma, giugno 1973.
Flip Flop.
Nota: in altri tre brani Urbani non è presente.

MARIO SCHIANO – GIORGIO GASLINI: “Jazz a Confronto n. 8″ (Lp Horo HLL 101-8)
Mario Schiano, Massimo Urbani (alto), Maurizio Giammarco, Toni Formichella (ten.), Bruno Tommaso (cb.), Michele Iannaccone (batt.). Roma, 12-2-74.
Life Saver / Leslie.
Nota: in altri tre brani Urbani non è presente.

ENRICO RAVA: “Jazz a Confronto n. 14″ (Lp Horo HLL 101-14)
Enrico Rava (tr.), Massimo Urbani (alto), Calvin Hill (cb.), Nestor Astarita (batt.). Roma, 11-12-1974.
Closer / Maranhão / Wrong Side / Un barco hasta el cielo / Vento rosso.
Nota: nel restante brano Urbani non è presente.

MASSIMO URBANI: “Jazz a Confronto n. 13″ (Lp Horo HLL 101-13)
Massimo Urbani (alto), Calvin Hill (cb.), Nestor Astarita (batt.). Roma, 11-12-1974.
Jorgelina / Encuentro / Creation.

GAETANO LIGUORI: “Collective Orchestra” (Lp PDU Pld.A 6051)
Guido Mazzon (tr.), Danilo Terenzi (trne.), Giancarlo Maurino (sop., “trombax”), Edoardo Ricci, Massimo Urbani (alto), Sandro Cesaroni (ten., fl.), Gaetano Liguori (p. dir.), Roberto Bellatalla (cb.), Roberto Del Piano (b. el.), Pasquale Liguori, Filippo Monico (batt.). Milano, 3 e 4-2-76.
Collective Suite / Nuova Resistenza.

CADMO: “Flying Over Ortobene Mount In July Seventy Seven” (Lp Edizioni dell’Isola EIJ 2026)
Massimo Urbani (alto), Antonello Salis (p.), Riccardo Lai (cb.), Mario Paliano (batt.). Roma, prob. settembre 1977.
Giuggiole.
Nota: negli altri brani Urbani non è presente. Sulla data, le fonti oscillano tra 1977 e 1978; quella indicata ci pare la più attendibile.

ARTISTI VARI: “Laboratorio della Quercia” (2 Lp Horo HDP 39-40)
Formazione complessiva: Enrico Rava, Kenny Wheeler, Alberto Corvini (tr.), Roswell Rudd, Danilo Terenzi (trne.), Steve Lacy (sop.), Steve Potts (alto, sop.), Massimo Urbani (alto), Eugenio Colombo (alto, bar., fl.), Evan Parker (ten., sop.), Maurizio Giammarco (ten., sop., sopranino, fl.), Tommaso Vittorini (bar.), Frederick Rzewski, Martin Joseph (p.), Tristan Honsinger, Irène Aebi (cello), Kent Carter, Roberto Bellatalla (cb.), Noel McGhee, Roberto Gatto (batt.), Paul Lytton (batt., perc.). Roma, 5 e 6-7-78.
Tromblues / Vortex Waltz / Nella casa delle papere / La legge è uguale per tutti / The Message From The Maine.
Nota: in altri due brani Urbani non suona, e la sua presenza in tutti i brani sopra elencati non è certa.

MASSIMO URBANI: “360° Aeutopia” (Cd Red Records VPA 146.2)
Massimo Urbani (alto), Rahn Burton (p.), Cameron Brown (cb.), Beaver Harris (batt.). Milano, 20-6-79.
Cherokee / Tender Song / Solar / Rip The Ripper / Ballad For A Child / Diddy For Biddy.

ENRICO PIERANUNZI: “Isis” (Cd Soul Note 121021-2)
Art Farmer (flic.), Massimo Urbani (alto), Enrico Pieranunzi (p.), Furio Di Castri (cb.), Roberto Gatto (batt.). Roma, 9/11-2-80.
Isis / Blue’n’Boogie / Soul Dance.
Nota: negli altri brani Urbani non è presente.

MASSIMO URBANI: “Dedication To A.A. & J.C. – Max’s Mood” (Cd Red Records VPA 160.2)
Massimo Urbani (alto), Luigi Bonafede (p.), Furio Di Castri (cb.), Paolo Pellegatti (batt.).
Bologna, giugno 1980.
Dedication (To Albert Ayler & John Coltrane) / Naima / L’amore.
Max’s Mood / Scrapple From The Apple / Speak Low / Soul Eyes.

ARTISTI VARI: “Top Jazz in Italy” (Musica Jazz 2 MJP 1014)
Enrico Rava (tr.), Massimo Urbani (alto), Franco D’Andrea (p.), Giovanni Tommaso (cb.), Barry Altschul (batt.). Milano, 7-3-83.
Andanada.
Nota: album fuori commercio allegato a Musica Jazz n. 10/1983.

FIVE FOR JAZZ: “Live In Sanremo & In Pesaro” (Cd Splasc(h) Records CDHP 01.2).
Massimo Urbani (alto), Pietro Tonolo (ten.), Luigi Bonafede (p., leader), Piero Leveratto (cb.), Paolo Pellegatti (batt.). Casinò Muinicipale, Sanremo, 4-5-84.
Ca’ Nova / Marisa / Samba Swing / For Larry.
Gli stessi. Auditorium Pedrotti del Conservatorio “G. Rossini”, Pesaro, luglio 1984.
Lorella / Atmosfera / Locomotiva.

ENRICO PIERANUNZI: “Autumn Song” (Lp Enja 4094)
Massimo Urbani (alto), Enrico Pieranunzi (p.), Enzo Pietropaoli (cb.), Fabrizio Sferra (batt.). Philarmonie, Berlino, 11-11-84.
Solar.
Nota: negli altri brani Urbani non è presente.

GIOVANNI TOMMASO: “Via G.T.” (Cd Red Records VPA 196.2)
Paolo Fresu (tr., flic.), Massimo Urbani (alto), Danielo Rea (p.), Giovanni Tommaso (cb.), Roberto Gatto (batt.). Roma, 15 e 16-4-86.
Meet You On The Way / Formiche / Amore, toujours l’amour / Take The Money And… Spend It / Femina Rufa / No Day After, No! / Sixteen Blues.

MASSIMO URBANI: “Easy To Love” (Cd Red Records NS 208)
Massimo Urbani (alto), Luca Flores (p.), Furio Di Castri (cb.), Roberto Gatto (batt.). Roma, 18-1-87.
A Trane From East / Easy To Love / Night Walk / I Got Rock / Star Eyes / Good Morning, Heartache / Three Little Words.

LUCA FLORES: “Where Extremes Meet” (Lp Splasc(h) Records H 123)
Massimo Urbani, Pietro Tonolo (alto), Maurizio Caldura (ten.), Alessandro Di Puccio (vib.), Luca Flores (p.), Marco Vaggi (cb.), Alfred Kramer (batt.). Roma, 28-2-87.
Land Of No Return.
Nota: negli altri brani Urbani non è presente.

MIKE MELILLO – MASSIMO URBANI: “Duet Improvisations For Yardbird” (Lp Philology W 214 4)
Massimo Urbani (alto), Mike Melillo (p.). Recanati, 23-3-87.
Everything Happens To Me / All The Things You Are / What Is This Thing Called Love / Fine And Dandy / Out Of Nowhere / Lover Man / I’ll Remember April / The Gypsy.

LELLO PANICO & PHOENIX: “Fronne” (Gala Records GLLP 91025)
Massimo Urbani (alto), Danilo Rea (tastiere), Lello Panico (chit.), Pippo Matino (b. el.), Alberto D’Anna (batt.), Gianfranco Salvatore (sintetizzatore, drum machine). Roma, aprile-settembre 1988.
Par hasard.
Nota: negli altri brani Urbani non è presente.

MASSIMO URBANI: “Out Of Nowhere” (Cd Splasc(h) Records CD H 336)
Massimo Urbani (lato), Giuseppe Emmanuele (p.), Nello Toscano (cb.), Pucci Nicosia (batt.). Catania, aprile 1990.
I’ll Remember April / Alfie / There Is No Greater Love / Out Of Nowhere / Autumn In New York / Yesterdays.
Gli stessi, più Paul Rodberg (trne.). Catania, aprile 1990.
Invitation / Tenor Madness.

MASSIMO URBANI: “Round About… Max With Strings” (Cd Sentemo SNT 30392)
Massimo Urbani (alto), Gianni Lenoci (p.), Pasquale Gadaleta (cb.), Antonio Di Lorenzo (batt.), Marzia Mazzoccoli, Anna Tenore (viol.), Vincenzo Longo (vla.), Davide Viterbo (cello). Matera, 28-11-91.
The Summer Knows / The Shadow Of Your Smile / I Cover The Waterfront / Star Eyes / Invitation / A Time For Love / The Days Of Wine And Roses.

MASSIMO URBANI: “The Blessing” (Cd Red Records 257.2)
Massimo Urbani (alto), Danilo Rea (p.), Giovanni Tommaso (cb.), Roberto Gatto (batt.). Roma, 21 e 22-2-93.
Opposites Attract / Drop In / What’s New / Train To Trane / Everything Happens To Me / My Little Suede Shoes / The Way You Look Tonight / Blues For Bird / What’s New (alt. take) / The Way You Look Tonight (alt. take).
u Look Tonight / Blues For Bird / What’s New (alt. take) / The Way You Look Tonight (alt. take).

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Alcune incisioni postume:

MASSIMO URBANI: «Live at Larry’s» (Cd CMCD.04)
Massimo Urbani (alto), Furio Di Castri (cb.), Manhu Roche (batt.). Larry’s, 1988.
A Trane From East / Invitation / Everything Happens To Me / Theme For A Symphony / You Don’t Know What Love Is / Cherokee.
Nota: disco allegato al libro di Carola De Scipio: “L’avanguardia e’ nei sentimenti – Vita, musica e morte di Massimo Urbani”.

MASSIMO URBANI: «Max Leaps In» (Cd Philology W181.2)
Massimo Urbani (alto), Mike Melillo (p.), Massimo Moriconi (cb.), Tullio De Piscopo (batt.). Civitanova Marche, Teatro Rossini, 26-9-83.
Lester Leaps In / Sophisticated Lady / Scrapple From The Apple / Light Blue / I Love You / Blue Monk / Night In Tunisia / Cherokee.

MASSIMO URBANI: «Go Max Go» (Cd Philology W187.2)
Massimo Urbani (alto), Riccardo Zegna (p.), Luciano Milanese (cb.), Gianni Cazzola (batt.). S.Giuliano a Mare (RN), 7-8-81.
Tenor Madness / Blue Bossa / What’s New / Solar / My Little Suede Shoes / Rhythm-a-ning / There Is No Greater Love.

MAURO ANDREONI: «Bon Voyage»
Massimo Urbani (alto), Giovanni Imparato (perc.), Umberto Vitiello (vocal, perc.), Walter Martino (batt.), Stefano Cesare (cb.), Enrico Guarino (ten.), Piero Quarta (bar.), Claudio Corvini (tr.), Mario Corvini (trne), Mauro Andreoni (p., tast.) Roma, luglio 1990.
Bon Voyage.
Massimo Urbani (alto), Giovanni Imparato (voc., perc.), Walter Martino (batt.), Stefano Cesare (cb.), Enrico Guarino (ten.), Paolo Cerrone (ten.), Piero Quarta (bar.), Claudio Corvini (tr.), Mario Corvini (trne), Mauro Andreoni (p., tast.) Roma, luglio 1990.
Logo.
Nota: negli altri brani Urbani non è presente.